In questa serie di articoli racconterò la ristrutturazione di un ambiente minuscolo, un sottotetto in un fabbricato basso (un piano e mezzo) all’interno della corte di una delle più vecchie case di ringhiera dei Navigli di Milano.

Per la precisione l’ambiente misura 18 metri quadri ed è di forma irregolare, a trapezio, di lunghezza 6 metri e larghezze ai due estremi rispettivamente di 2,10 m e 2,40 m. L’altezza è poco più di 4 metri nel punto più alto. In più c’è una scala di accesso, un po’ ripida.

Quando l’ho acquistato parte dello spazio era occupato dalla scala, non c’era bagno, ed era semplicemente un sottotetto in condizioni non buone, con quattro finestre – tre nella stanza e una sulle scale – e il “sospetto” di un camino da qualche parte.

Il mio obiettivo è di ricavare un bagno, un piccolo angolo di cottura, e posizionare un letto o un divano letto, oppure un letto su un soppalco.

Desidero soprattutto creare una zona “living” – in cui chi ci abiterà passerà la gran parte del tempo – con le due finestre orientate meglio: una circa verso sud, l’altra circa verso est.

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La prima ipotesi di progetto interessante che riusciamo ad elaborare prevede di far girare diversamente la scala, eliminando un paio di pianerottoli al fine di farla salire “più direttamente”, per guadagnare parte dello spazio attualmente occupato dai gradini e realizzarci il bagno.

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Siamo ben consci che questa prima soluzione formulata da mio padre (architetto) sarebbe impegnativa da portare a termine, perché davvero calcolata “al centimetro”. Cosa che in una casa così vecchia, che sicuramente ha in serbo sorprese e dettagli che non conosciamo, richiede durante la ristrutturazione la presenza quasi quotidiana di qualcuno “in cantiere” in grado di individuare e risolvere i problemi.
Dal punto di vista dell’organizzazione degli spazi è probabilmente la soluzione più funzionale a cui si può pensare. Però si pone il problema di modificare la scala gradino per gradino, disegnando ogni singolo gradino al fine di salvaguardare l’altezza minima in un paio di passaggi. Questo comporta che la scala in esercizio dovrà sempre essere percorsa con attenzione, in quanto la continua variazione delle altezze dei gradini non consente salite e (soprattutto) discese “in automatico”, come siamo istintivamente portati a fare in una situazione normale, cioè quando gli scalini sono tutti alti e profondi nello stesso modo. Quindi si cerca di individuare dei tratti da rendere quanto più possibile omogenei tra loro.
In sintesi, si pensa di demolire una parte della scala per realizzarne una nuova altrettanto ripida, ma modificandone la forma si vuole ricavare uno spazio di 1 metro per 2 circa in corrispondenza di una finestra, dove collocare il bagno.

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