Il rumore e l’inquinamento acustico negli appartamenti in città è un problema sempre più diffuso e sentito, causa ormai frequente di disagio che può arrivare a rovinare il sonno e le attività più normali e quotidiane (conversare con amici, leggere, vedere la TV, ecc.) che svolgiamo nelle nostre case.

Alle tipiche criticità condominiali che ci sono sempre state (vicini maleducati e/o insonni, solette e pareti troppo sottili o male isolate, ecc.), si è aggiunto in questi ultimi anni l’aumento esponenziale e incontrollato dei locali di somministrazione (bar, birrerie, ristoranti, ecc.) e degli eventi all’aperto nelle città – Milano è l’esempio da manuale in questo campo – che ha rovinato la vita a moltissimi residenti. E specialmente ai malcapitati che abitano ai primi piani dei condomini, e che si ritrovano da un giorno all’altro uno di questi locali sotto il soggiorno o la camera da letto.

È un problema che purtroppo mi tocca direttamente, e dato che la normativa – e spesso anche le amministrazioni comunali – non facilitano per niente la difesa di un comune cittadino contro questo tipo di problemi, ho dovuto studiare in modo un po’ dilettantistico e fai-da-te l’acustica edilizia e la correzione acustica. Qui vi propongo alcune considerazioni pratiche e di buon senso che possono aiutare chi è afflitto da problemi di inquinamento acustico nella propria casa almeno a cominciare a fronteggiare il problema.

Il rumore è un nemico subdolo, può insinuarsi in molti modi, ma ci sono alcune certezze. Una è che i vuoti sono le loro vie preferenziali.

Un muro di mattoni cavi per esempio è pessimo per l’isolamento acustico, perché tipicamente amplifica il rumore: può canalizzarlo dalla soletta del pavimento, dal soffitto, dalle pareti adiacenti.

Quindi per separare gli ambienti si consigliano mattoni pieni se possibile, o cartongesso appositamente riempito di materiali idonei a contrastare il passaggio dei suoni.

Si possono anche appoggiare i muri divisori su appositi materassini isolanti che impediscano il passaggio del suono dal pavimento, e procedere analogamente per isolare il soffitto.

Le canne fumarie vanno isolate, e per quanto possibile rivestite con materiali isolanti. Oggi vengono incamiciate con tubi metallici che conducono i suoni con estrema facilità. Bisogna accertarsi in primo luogo che il tubo interno non vibri, poi si può cercare di riempire con un materiale idoneo lo spazio tra il tubo metallico e le pareti di muratura della canna fumaria.

I libri insonorizzano meglio di molti materiali moderni. Se abbiamo dei vicini rumorosi, può essere utile posizionare la libreria proprio sulla parete di confine. Che altrimenti si può rivestire con materiali idonei. Oggi sul mercato se ne trovano di molteplici misure e consistenze, e alcuni sono anche gradevoli da vedere. Cito solo un esempio che mi è capitato di vedere direttamente, Style di Isolmant, ma ci sono molte altre imprese specializzate in materiali per la correzione acustica.

Per quanto riguarda i pavimenti, occorre aumentare la massa per contrastare il passaggio delle vibrazioni. Le lastre di piombo inserite in fase di rifacimento della soletta sono molto efficaci, ma ovviamente richiedono un intervento “invasivo” che può essere fatto praticamente solo durante una ristrutturazione della casa. E poi se sotto la lastra, nella parte di soletta di pertinenza del locale sottostante, vengono lasciate travi a vista o spazi vuoti il rumore passa comunque.

Il vero problema sono i soffitti. Le solette di tavelle cave sono ancora molto diffuse, e se al piano di sopra il vicino ci posiziona sopra delle mattonelle di ceramica senza un materassino anticalpestio, la trasmissione dei rumori risulta praticamente perfetta. Oggi esistono molteplici materiali isolanti per il soffitto, ma bisogna prevedere di sacrificare poco meno di 15 cm in altezza.

I tubi e gli scarichi sono un problema di non facile gestione. Anche in questo caso sarebbe opportuno capire se qualcosa li sottopone a vibrazione, e cercare di neutralizzare questa fonte di rumore. Quando questo non è possibile si può ricorrere a ditte specializzate che con materiali idonei, in genere gomma, possono abbattere di molto il disturbo.

Gli impianti di condizionamento sono una delle fonti principali di inquinamento acustico. Queste macchine hanno bisogno di aria, per cui si utilizzano barriere o schermi acustici e setti fonoassorbenti. Bisogna verificare che siano posizionati correttamente e che siano realmente efficaci.

Tutti gli interventi risultano più efficaci se realizzati in fase di costruzione o ristrutturazione. Pertanto il consiglio è quello di analizzare l’appartamento, sostandovi a lungo in diverse ore per individuare i punti critici e intervenire con tempestività.

Contro i rumori provenienti dall’esterno fortunatamente esistono modalità di isolamento con più alta garanzia di efficacia. Esistono serramenti in grado di bloccare praticamente qualsiasi rumore, perfino i bassi amplificati di un concerto relativamente vicino. L’unica accortezza è cambiare serramento, stipite e se presente anche la tapparella e il cassone. I costi possono essere decisamente alti, ma si può procedere dando la precedenza alle stanze nelle quali il silenzio è indispensabile (tipicamente la camera da letto), investendo per le altre in momenti successivi.

Anche i tendaggi pesanti ostacolano il passaggio dei rumori, concorrono a ridurre l’ingresso dei rumori dall’esterno e smorzano i rumori interni. Devono essere strutturati come le tende delle sale teatrali, che sono molto pesanti e spesse, formate da diversi strati di velluto e plastica, ma hanno un costo decisamente inferiore ai serramenti e possono essere una buona soluzione per alcuni ambienti, magari provvisoria, e contribuiscono anche ad arginare le dispersioni di calore.